EXPOSED
Torino Photo Festival 2026
Mettersi a nudo09.04–02.06.2026
Wilhelm von Gloeden, Carlo Mollino, Auguste Belloc

Messi a nudo

09.04–
02.06.2026
Mostra
Archivio di Stato di Torino
Wilhelm von Gloeden, Fauno, Taormina, 1890-1900 ca., negativo alla gelatina sali d’argento su vetro, 18 x 24 cm, Archivi Alinari, Firenze
Wilhelm von Gloeden, Fauno, Taormina, 1890-1900 ca., negativo alla gelatina sali d’argento su vetro, 18 x 24 cm, Archivi Alinari, Firenze
Orari di apertura

09-10-11-12 aprile
11.00-20.00

13 aprile-2 giugno
giovedì e venerdì: 14.00-18.00
sabato e domenica: 11.00-19.00

A cura di

Barbara Bergaglio

L’esposizione indaga l’opera di tre figure emblematiche della storia della fotografia — Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden e Carlo Mollino — analizzando come la trattazione del nudo si sia evoluta da esercizio accademico a indagine introspettiva, spesso sconfinando in una dimensione ossessiva e perturbante.

Il percorso espositivo evidenzia come il forte portato erotico di tali nuclei fotografici, sebbene storicamente contestualizzato alle rispettive epoche di produzione, continui a sollecitare la sensibilità contemporanea attraverso il palese piacere voyeuristico degli autori.

Il contributo di Auguste Belloc è rappresentato da ventiquattro stereoscopie provenienti dalla collezione di fotografia erotica del Museo Nazionale del Cinema. L’allestimento permette un’esperienza immersiva mediante l’impiego di visori d’epoca che restituiscono la tridimensionalità originaria alle riproduzioni delle stampe vintage. Belloc, figura centrale della Société française de photographie e autore di influenti trattati tecnici, declinò la propria perizia ritrattistica anche nella produzione di nudi inizialmente destinati a fini accademici. Tuttavia, l’adozione del formato stereoscopico spostò la fruizione di tali opere verso una dimensione ludica e privata, trascendendo la cerchia degli addetti ai lavori; tale attività subì un brusco arresto con il sequestro di migliaia di lastre da parte delle autorità francesi per oltraggio al pudore.

Parallelamente, l’opera di Wilhelm von Gloeden, documentata attraverso otto stampe vintage e quindici exhibition prints da negativi originali della Fondazione Alinari, testimonia la costruzione di un immaginario mediterraneo idealizzato. Von Gloeden divenne celebre per i suoi nudi maschili inseriti in mise-en-scène di ispirazione classica, capaci di intercettare il gusto dei viaggiatori del Grand Tour e di alimentare, nella cultura nordeuropea dell’Ottocento, il mito dell’Italia come luogo di innocenza perduta e libertà dei sensi. A differenza della cifra stilistica di Belloc, l’opera di von Gloeden non approdò mai a un erotismo esplicito; cionondimeno, essa entrò in collisione con il rigorismo morale del regime fascista, la cui censura determinò la sistematica distruzione di gran parte del suo corpus archivistico.

In ultima istanza, la rassegna approda al Novecento con trenta Polaroid di Carlo Mollino, conservate presso il Politecnico di Torino e parte di un ampio fondo fotografico composto da quasi 15.000 fototipi. Questa sezione costituisce l’unica offerta a colori della mostra e rivela la complessa poetica dell’architetto torinese attraverso ritratti femminili caratterizzati da un sofisticato gioco di abiti di scena e trasparenze. Nelle composizioni di Mollino, l’interesse per la nudità sfacciata si fonde inestricabilmente con un richiamo costante all’arte classica, rintracciabile nella plasticità delle pose e nella meticolosa cura dell’arredo scenico. L’integrazione di otto stampe da negativi originali completa l’esposizione, confermando come la fotografia sia stata per Mollino uno strumento d’indagine totalizzante sulle forme e sull’estetica del desiderio.

Archivio di Stato di TorinoPiazza Castello 209, TorinoOttieni indicazioni